Recensione: Una meravigliosa bugia di Jamie McGuire

Buongiorno, amanti della lettura!
So che a molti piace la McGuire e non vedevano l'ora che uscisse la sua nuova serie. Oggi vi propongo la recensione del primo di questa: Una meravigliosa bugia.
Purtroppo non mi è piaciuto molto, ma come per ogni libro che recensisco, condivido con voi le mie più profonde riflessioni. Perché un libro vero va al di là del genere, che può piacere o meno, essere considerato inferiore o superiore ad altri. Un libro è un libro quando raggiunge il suo scopo e ci fa perdere in un labirinto di riflessioni.


Titolo: Una meravigliosa bugia
Autore: Jamie McGuire
Editore: Garzanti

Trama:
Erin è all'ultimo anno di liceo e da sempre si sente diversa. Perché al contrario dei suoi compagni non ha una bella macchina, non veste alla moda, non va alle feste. Perché Erin è cresciuta da sola, con una madre che non riesce a prendersi cura di lei. Il suo unico desiderio è quello di fuggire. Fuggire da quella città, da quella scuola, dagli altri ragazzi che non fanno altro che criticarla. Fuggire e ricominciare da zero. Ma un giorno nella gelateria dove lavora entrano due occhi verdi che Erin conosce bene. Appartengono a Weston, il ragazzo più popolare del liceo. Weston che non ha paura di nessuno e ottiene sempre quello che vuole. Nessuna riesce a resistergli e ora all'improvviso sembra accorgersi proprio di lei. Lei che si è sempre sentita inadeguata e imperfetta. Erin non ha dubbi, non può cadere nella trappola di quello sguardo. Da un tipo così bisogna stare il più lontano possibile. È la scelta sbagliata. Eppure bastano solo poche ore passate a parlare per scoprire che dietro l'immagine di ragazzo forte e invincibile si nasconde un animo pieno di sogni. Sogni che paiono irrealizzabili come quelli di Erin. Weston è il solo che comprende le sue insicurezze e le sue paure. Il solo che la fa sentire protetta, al sicuro. Ma lasciarsi andare non è facile. Soprattutto ora che una notizia inaspettata ha cambiato ogni cosa. Perché la vita può essere tutta una bugia. Per Erin permettere a qualcuno di avvicinarsi tanto da non avere più segreti è un'impresa ardua. Quasi impossibile.


Recensione:
Ho scoperto la McGuire in una sera dove non volevo pensare, con Uno spelendido disastro. Della serie ho letto solo questo per evadere dalla realtà, e mi è piaciuto molto!
Ora sono in un altro periodo di ricerca di evasione e ho pensato che il nuovo libro della McGuire cadesse a fagiolo.

Erin è una ragazzina dell'ultimo anno di liceo con una situazione familiare drammatica, una madre assente sempre impegnata ad abusare di sostanze stupefacenti e un padre deceduto. Le cose non vanno meglio a scuola, dove è sempre vittima di violenza psicologica e di bullismo da parte di alcuni compagni ed in particolare dalle tipiche ragazzine cheer-leader bellissime e invidiatissime, che il caso ha voluto che si chiamassero come lei.
La protagonista si ritrova a vivere delle situazioni quasi da telenovela sudamericana e non mi importa del grado di assurdità che possono avere queste, ma quel che è realmente assurdo è la freddezza e l'autocontrollo con cui Erin le affronta. Quasi irreale. Quasi apatica.

Non mi aspettavo assolutamente nulla dal libro della McGuire, volevo solo rilassarmi. Ma nonostante ciò non l'ho apprezzato molto. I personaggi della storia sono solo citati, passatemi il termine, non sono riuscita a scoprirli, a conoscerli, a poter dar loro vita propria. Non sono potuta entrare in sintonia con loro, forse per il ridotto numero di pagine del libro.

La storia, quando inizia a spiccare il volo, viene interrotta, i fatti scivolano via senza dare il tempo al lettore di metabolizzare la situazione nuova. Mi dispiace di non essere stata coinvolta. Però i fatti e i temi trattati dalla McGuire sono più "seri" rispetto a Uno splendido disastro, più maturi, più difficili, e poteva essere un bel romanzo anche, forse, drammatico.

Ma io sono fatta così, amanti della lettura, vedo il buono e il positivo in qualsiasi cosa, in qualsiasi persona. E l'ho fatto anche con questo libro, che non mi è piaciuto molto ma sono riuscita comunque a tirare fuori qualche riflessione per niente superficiale. Le ho viste in Erin, che sopporta, incassa, e trova la forza per farlo guardando al futuro, guardando all'università che sogna di frequentare per liberarsi da tutte quelle situazioni.
Perché sono le persone intelligenti, secondo me, a farsi coraggio e a porsi degli obiettivi per superare determinati periodi della vita, soprattutto quando si è giovani. È facile uscire fuori strada e frequentare compagnie sbagliate giustificando le proprie scelte, poco nobili, per le situazioni che si vivono. E come tutte le strade facili, siamo tentati dal percorrerle, faticare di meno ma arrivare subito. È più difficile invece dover saltare continui ostacoli che si oppongono ai propri obiettivi, ma appunto per questo ci rendono coraggiosi, forti, orgogliosi di noi stessi. E se prima ce l'avevamo a morte con la vita, poi le facciamo la linguaccia, e infine la ringraziamo.

Commenti

  1. Per me hai assolutamente ragione per quanto rigaurda ciò che hai detto nella premessa. Infatti io sono la prima a leggere libri di ogni tipo. Non mi soffermo a vedere di che genere è un romanzo, ma mi baso su ciò di cui parla. Infatti tra i libri che mi sono piaciuti di più ci sono libri diversissimi tra di loro, dei generi più disparati!

    Per quanto riguarda questa autrice, però.. Non so. Ne parlano tutti così male che non me la sento di darle credito.

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    1. Forse dovresti leggere qualcosa di suo prima di poter dire qualcosa in merito; non tanto perchè potrebbe piacerti, ma anche solo per conoscere ciò di cui stai parlando e poter esprimere la tua opinione in base a te stessa, ai tuoi gusti e al tuo modo di pensare.
      E' proprio di questo che parla il libro: delle voci, delle opinioni e giudizi altrui che influenzano, anzi che sono accettati dagli altri senza che se ne conosca mai nulla di più di quello che viene detto a riguardo. Seguire gli altri, seguire la massa; è facile!
      E' facile dire: non me la sento di darle credito. Siamo troppo svogliati e disinteressati per andare oltre alle apparenze e alle dicerie.
      Ma cosa succederebbe se ognuno di noi si fermasse davanti alla prima cosa negativa detta a riguardo? Non ci sarebbe più nulla di nuovo o di diverso; tutto sarebbe uguale a tutto; tutti con le stesse opinioni e pensieri.
      Nessun arte, nessuna nuova idea; nulla del genere.

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    2. Tesoro ^_^
      Molti, quando sentono troppe cose negative su un autore, non se la sentono di leggerlo per paura di confermare l'idea o più semplicemente noi lettori compulsivi abbiamo trdiciquarantordici libri che vogliamo leggere e preferiamo andare sul sicuro, leggendo una storia che sappiamo che ci può piacere o di un autore che amiamo alla follia.
      C'è poi un'altra categoria che più sente male/bene di un autore più è decisa a scoprire se anche loro pensano male/bene dello scrittore in questione.
      Alla fine entrambi sono punti di vista e di vita. Io mi reputo una lettrice della seconda categoria, ma ci sono quegli autore che mi spaventano e di cui rimando la lettura. Come Stephen King, amato da moltissimi, e Ken Follet. Prima o poi mi ci cimento, però u.u

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    3. scusate il disturbo mi potreste dare un riassunto generale del libro(20 righe) per favore

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